Nella
prima notte di playoff NBA si sono giocate quattro partite. Partiamo da
quella dei Nuggets vittoriosi a Denver (in casa) contro i Jazz dove uno
strepitoso Carmelo Anthony ha messo a segno il record in carriera per
punti segnati in una gara di playoff con un bel 42 sul tabelinno a fine
gara.
West
Denver vs Utah 126 – 113 (1-0)
Carmelo ne ha di motivi per sorridere: (1) è
approdato ai playoff due anni prima dell’amico-rivale LeBron James e da
allora è un abituè della post season, (2) i Nuggets sono praticamente
la stessa squadra che lo scorso anno è arrivata alle finali di
conference, (3) 42 punti nella prima gara sono una grande spinta emotiva
per sé stesso e i compagni.
Gli energici Nuggets, favoriti dalla splendida serata del loro capitano (18 su 25 al tiro con 4 rimbalzi e 5 assist e, soprattutto, 0 palle perse che è una cosa inaudita per un giocare che riceve così tanti palloni), e trascinati dall’atletico J.R. Smith che piazza 3 triple di fila nell’ultimo quarto portando i Denver in vantaggio 99 a 92, poi scocca la quarta, che sbaglia, e allora recupera il rimbalzo e va a fare una canestro acrobatico da sotto. Strepitoso.
Purtroppo per i Jazz, Okur si infortuna nel secondo quarto e poi anche Miles nel secondo tempo. I due si vanno ad aggiungere a Kirilenko, già infortunato, e ora la situazione diviene preoccupante. Deron Williams (26 punti e 11 assist) a fine gara ha detto: “Gli infortuni capitano a tutti, ma a noi sempre nel momento sbagliato.”
Gli energici Nuggets, favoriti dalla splendida serata del loro capitano (18 su 25 al tiro con 4 rimbalzi e 5 assist e, soprattutto, 0 palle perse che è una cosa inaudita per un giocare che riceve così tanti palloni), e trascinati dall’atletico J.R. Smith che piazza 3 triple di fila nell’ultimo quarto portando i Denver in vantaggio 99 a 92, poi scocca la quarta, che sbaglia, e allora recupera il rimbalzo e va a fare una canestro acrobatico da sotto. Strepitoso.
Purtroppo per i Jazz, Okur si infortuna nel secondo quarto e poi anche Miles nel secondo tempo. I due si vanno ad aggiungere a Kirilenko, già infortunato, e ora la situazione diviene preoccupante. Deron Williams (26 punti e 11 assist) a fine gara ha detto: “Gli infortuni capitano a tutti, ma a noi sempre nel momento sbagliato.”
East
Cleveland vs Chicago 96 – 83 (1-0)Tutto facile per i Cleveland a parte un momento in cui hanno permesso agli avversari di rientrare da -22 a -7. Shaq, dopo aver saltato due mesi di gioco, si integra perfettamente con Jamison e Ilgauskas – che poi era la cosa che più preoccupava i tifosi dei Cavs – e mostra anche un gran movimento dei tempi d’oro mangiandosi Noah con uno spun away (evito la traduzione alla lettera, in pratica significa che gli ha girato intorno) lasciando il mingherlino centro dei Bulls sul posto e chiudendo con una veloce schiacciata a due mani.
Derick Rose (28 punti, 7 rimbalzi e 10 assist) ce la mette tutta, ma subisce 5 stoppate e perde 7 palloni. James (24 punti, 6 rimbalzi e 5 assist) gioca senza forzare e i Cavaliers si portano avanti nella serie.
Atlanta vs Milwaukee 102 – 92 (1-0)
Gli Hawks probabilmente sono una delle squadre più divertenti da vedere: giovani e atletici creano dei contropiedi portentosi e si gettano su tutti i palloni, completi in ogni settore possono dar filo da torcere a tutte le sqadre dell’est, Cleveland e Orlando comprese. In questa partita Joe Johnson ha dimostrato di saper tenere le redini di questa squadra e ha chiuso con 22 punti 7 rimbalzi e 5 assist. I Bucks hanno dimostrato che nulla possono, solo l’ottimo Jennings (34 punti) poiché serve qualcuno che lotti sotto canestro contro Horford; Bogut è infortunato, chi si farà avanti?
Tutto il quintetto di Atlanta più il sesto uomo chiudono in doppia cifra dimostrando di essere pari o superiori in quasi ogni ruolo.
Boston vs Miami 85 – 76 (1-0)
Partita tesa. Se dei veterani come i Celtics continuano così, nonostante la vittoria non faranno molta strada, mi spiego: a 40 secondi dalla fine, mentre Pierce sta per superare lo scambio di marcatura, e quindi ha due giocatori intorno, subisce un colpo alla testa e va a terra. Ci rimane per un po’ (preciso che non è svenuto, sta solo accusando il colpo) e i compagni di squadra si avvicinano. Poi si avvicina anche Richardson, colui che ha commesso il fallo, e allora Garnett risponde allontanandolo con il gomito e lì scatta una mini rissa. Staff e giocatori coinvolti, spintoni a bordo campo e Garnett viene espulso dagli arbitri per doppio tecnico. Richardson si prende il suo, ma era il primo, e quindi rimane in campo.
Wade gioca benissimo, come sempre, sfornando un 11 su 18 dal campo che poi convertiti in punti, e aggiungendo i tiri liberi, corrispondono a 26 e in più riempie le altre caselle delle statistiche con 8 rimbalzi e 6 assist. O’Neal sbaglia quasi ogni tiro (3 su 14 dal campo) e per fortuna che ci sono Wade e Beasley a piazzar tap-in praticamente da ovunque. Ma anche il resto della squadra gioca con risultati non proprio incoraggianti e alla fine gli Heat perderanno la partita.
Nei Celtics Rondo si è avvicinato alla tripla doppia con 10 punti, 10 assist e 7 rimbalzi e Garnett alla doppia doppia con 15 punti e 9 rimbalzi. Boston ha giocato con il cuore e ha vinto, ma le prospettive per questa serie non sono proprio le più rosee.
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Seconda notte di playoff NBA:
West
L.A. Lakers vs Oklahoma City 87 – 79 (1-0)Quando le stelle non brillano c’è bisogno del supporto dei compagni di squadra, specialmente se si tratta di una partita dal punteggio basso dove ogni canestro pesa come un mattone. Kobe Bryant ce l’ha avuto, Kevin Durant no, lui solo da Russell Westbrook, perciò i Lakers hanno vinto contro i Thunder.
Dopo un primo quarto chiuso 27 a 13 per i pradroni di casa i Thunder rimangono sempre sotto col punteggio sino ad arrivare a -6 a inizio quarto quarto, ma 5 punti di fila di Farmar riportano i Lakers a +11 e quando gli Oklahoma City sembrano riavvicinarci Fisher, tanto per ricordare a tutti chi è, mette una tripla fondamentale che riporta i Lakers a +10 e che, in pratica, elimina definitivamente le speranze dei Thunder.
E’ stata una partita dura, magari non tra le più belle da vedere ma comunque intensa: si affrontavano i Lakers che sono i campioni del mondo in carica e i Thunder alla loro prima esperienza nei playoff; quest’ultimi si sono difesi egregiamente e le loro due stelle devono ancora compiere 22 anni, cosa che lascia presagire un futuro spettacolare per questa franchigia.
Sia Kobe che Kevin nonostante la pessima serata al tiro (6 su 19 per il primo e 7 su 24 per il secondo) hanno comunque realizzato rispettivamente 21 e 24 punti. Westbrook ha chiuso la gara 23 punti e 8 assist, Gasol con 19 punti e 13 rimbazi e Bynum, che come Bryant aveva saltato le ultime gare di stagione regolare per infortunio, 13 punti e 12 rimbalzi.
Dallas vs San Antonio 100 – 94 (1-0)
Dirk Nowitzki, supportato da Butler (22 punti e 6 rimbalzi) e Jason Kidd (13 punti, 11 assist e 8 rimbalzi), porta alla vittoria i Mavericks segnando tiri impossibili (36 punti a fine gara) e catturando 7 rimbalzi. Dall’altra parte il gioco frizzante di Manu Ginobili (26 e 6 assist), il tuttofare Duncan (27 e 8 rimbalzi) e Parker (18) non bastano agli Spurs a rimanere in testa alla gara quando nel terzo quarto si portano avanti 61 a 60.
Phoenix vs Portland 100 – 105 (0-1)
La partita più emozionante della notte si gioca a Phoenix dove i Blazers portano a casa la vittoria in una gara giocata fino all’ultimo secondo. Nell’ultimo minuto succede di tutto: Camby, in contropiede, sbaglia la schiacciata che avrebbe chiuso la partita, poi errori da ambo le parti, qualche tiro libero a segno e Bayless – che è originario di Phoenix – sbaglia 2 tiri liberi sul 103 a 100 e allora i Suns hanno l’opportunità di pareggiare a 4 secondi dalla fine con una tripla di Steve Nash (25 punti e 9 assist) che prende il ferro. Miller centra la retina con i due tiri liberi finali e chiude la partita con 31 punti, 8 assist e 5 rimbalzi.
East
Orlando vs Charlotte 98 – 89 (1-0)I Magic, trascinati da un inarrestabile Jameer Nelson che con una tripla da 9 metri allo scadere di metà gara arriverà a 24 punti (32 con 6 assist a fine partita) e dalle stoppate di Dwight Howard (9 in tutto!), vincono contro i Bobcats osservati in prima fila dal loro nuovo proprietario, Michael Jordan!
Il coach degli Orlando, Stan Van Gundy, a fine gara ha detto: “Dobbiamo adattarci a un gioco molto più intenso e a una difesa molto più fisica”, però, finora, quanto fatto gli è bastato.
Ho scritto questo articolo per il settimanale Fuori le mura: http://www.fuorilemura.com/2010/04/19/playoff-nba-prima-settimana/




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