lunedì 26 aprile 2010

2010, playoff NBA: seconda settimana!

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West
Denver vs Utah (1-3)
Doveva essere l’anno dei Nuggets, ogni anno sembra esserlo: stessa squadra che è arrivata in finale di conference lo scorso anno, stesso coach. Ma anche per i Jazz le cose non sono cambiate poi molto: Jerry Sloan in panchina da oltre venti anni e giocatori tenuti pur se dovevano essere ceduti (vedi Boozer).
La tradizione e l’esperienza hanno avuto la meglio e gli Utah, dopo aver perso gara 1, sono ritornati in campo per vincere e ce l’hanno fatta!
La cosa preoccupante sono i falli fischiati ad Anthony, senza di lui negli ultimi minuti i Nuggets hanno perso perché non avevano più il loro giocatore da ultimo tiro, e poi è stato espulso pure nella gara successive, e lo stesso vale per Billups. Il nervosismo è una bruta bestia.
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L.A. Lakers vs Oklahoma City  (2-2)

Si sapeva che i Thunder sarebbe stata una squadra ostica per i Lakers, ma nessuno si aspettava un 2 a 2 dopo quattro gare. In gara 2 i losangelini hanno vinto di misura, grazie ai tiri liberi di Gasol e Bryant all’ultimo minuto, poi il disastro. Sia Bryant che Durant tirano male, sembra una gara a chi sbaglia di più, ma Kobe è infortunato all’indice, al mignolo, alla spalla, al ginocchio, invece Kevin sente solo la pressione per aver condotto la sua squadra ai playoff: un ragazzo del 1988 alla guida di un motoscafo in mezzo ai cavalloni. Fisher non ce la fa a marcare Westbrook che lo punisce sfoderando numeri da giocoliere e statistiche da star, e proprio lui, giovanissimo (neanche 22 anni), conduce gli Oklahoma City alla vittoria in gara 3 e 4.
Gara 5 sarà a Los Angeles, di sicuro nessuno si aspetta una vittoria dei Thunder in casa dei campioni in carica, ma arrivati a questo punto non si può proprio sapere. Inoltre, le statische dicono che quando una squadra allanata da Jackson va avanti 2 a 0 passa sempre il turno.
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Dallas vs San Antonio  (1-3)
Cuban può solo che versar lacrime, la sua squadra ogni anno arriva ai playoff carica come un arco pronto a scoccar frecce, ma non arriva mai al canestro. Dopo la vittoria in gara 1 ci si aspettava una serie in cui Dallas avrebbe vinto 4 a 2, ma l’esperienza dei San Antonio e l’apparente guarigione dagli infortuni che li avevano tenuti a bada tutto l’anno ha permesso loro di vincere.
Duncan che segna in ogni maniera, Ginobili spettacolare che si rompe il naso in gara 3 e continua a giocare facendo la differenza e poi gioca in gara 4 senza mascherina di protezione, è un guerriero, lui, i Mavericks dovrebbero imparare.
Phoenix vs Portland  (2-2)
Portland è senza Brandon Roy, Phoenix ha tutti ma non riesce a vincere, o meglio, quando vince lo fa dando un bel po’ di punti di scarto agli avversari, poi, quando perde, lo fa sempre segnando poco. Gli alti e i bassi non portano lontano, ma se i Suns iniziano a macinare più di 100 punti a gara allora potrebbero chiudere la serie facilmente.
East
Cleveland vs Chicago  (3-1)
L’unico sprazzo di vita dei Bulls c’è stato quando Rose, Hinrich e Deng hanno segnato rispettivamente 31,27 e 20 punti regalando qualche sogno ai loro tifosi vicendo gara 3, ma più di questo non hanno potuto fare. James, finalmente supportato da Jamison, ha galoppato nelle altre gare e ha chiuso gara 4 con una tripla doppia dalle seguenti cifre: 37 punti, 12 rimbalzi e 11 assist.
Condoglianze anticipate ai Bulls.
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Atlanta vs Milwaukee  (2-1)
Gli Hawks, troppo convinti di aver già passato il turno, perdono miseramente gara 3, infatti, Johnson, l’unico degli Atlanta ad aver giocato sempre bene, ha fine gara ha dichiato: “Volevano la vittoria molto più di noi. Dategli credito, la loro schiena era contro il muro e non hanno avuto alcun timore di perdere”.
Se i Bucks sperano in un’altra vittoria è meglio devono sperare che Jennings inizi a giocare come gli compete, altrimenti, tra salti, schiacciate e contropiedi perderanno il treno.
Boston vs Miami  (3-1)
Ray Allen con la madre in tribuna non sbaglia un tiro, Pierce segna all’ultimo secondo e vincono una partita, Davis sostituisce egregiamente Garnett nelle gara in cui non ha partecipato per espulsione, questi sono i motivi per le due vittorie dei Celtics. Per quanto riguardo gli Heat, hanno vinto con il cuore gara 4 perché  non ne potevano più del dominio bostoniano che li aveva fatti pardere sia in stagione regolare che nelle gare precedenti. Wade ha portato a casa la vittoria della bandiera con 46 punti, 5 rimbalzi e 5 assist, più di così non poteva fare.
magic.bobcats.game3.2Orlando vs Charlotte  (3-0)

Il povero Michael Jordan ha solo da piangere grazie a l’acquisto più caro della sua vita, i suoi Bobcats ce la mettono tutta, ma i Magic sono una squadra che l’anno scorso ha fatto un bel viaggetto in finale e non si sono lasciati intimorire. Howard, nominato miglior difensore dell’anno, viaggia una media di 6 stoppate a gara non lasciando avvicinare gli avversari al ferro, ma il vero fattore distintivo di Orlando è Jameer Nelson che con quasi 26 punti e 5 assist a partita ha trascinato questa squadra a un sicuro passaggio al secondo turno.

Ho scritto questo articolo per il settimanale Fuori le mura: 
http://www.fuorilemura.com/2010/04/26/playoff-nba-seconda-settimana/

lunedì 19 aprile 2010

2010, playoff NBA: prima settimana!

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BRACKET_2010_16teams_bNella prima notte di playoff NBA si sono giocate quattro partite. Partiamo da quella dei Nuggets vittoriosi a Denver (in casa) contro i Jazz dove uno strepitoso Carmelo Anthony ha messo a segno il record in carriera per punti segnati in una gara di playoff con un bel 42 sul tabelinno a fine gara.
West
Denver vs Utah  126 – 113 (1-0)
Carmelo ne ha di motivi per sorridere: (1) è approdato ai playoff due anni prima dell’amico-rivale LeBron James e da allora è un abituè della post season, (2) i Nuggets sono praticamente la stessa squadra che lo scorso anno è arrivata alle finali di conference, (3) 42 punti nella prima gara sono una grande spinta emotiva per sé stesso e i compagni.
Gli energici Nuggets, favoriti dalla splendida serata del loro capitano (18 su 25 al tiro con 4 rimbalzi e 5 assist e, soprattutto, 0 palle perse che è una cosa inaudita per un giocare che riceve così tanti palloni), e trascinati dall’atletico J.R. Smith che piazza 3 triple di fila nell’ultimo quarto portando i Denver in vantaggio 99 a 92, poi scocca la quarta, che sbaglia, e allora recupera il rimbalzo e va a fare una canestro acrobatico da sotto. Strepitoso.
Purtroppo per i Jazz, Okur si infortuna nel secondo quarto e poi anche Miles nel secondo tempo. I due si vanno ad aggiungere a Kirilenko, già infortunato, e ora la situazione diviene preoccupante. Deron Williams (26 punti e 11 assist) a fine gara ha detto: “Gli infortuni capitano a tutti, ma a noi sempre nel momento sbagliato.”
East
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Cleveland vs Chicago 96 – 83 (1-0)
Tutto facile per i Cleveland a parte un momento in cui hanno permesso agli avversari di rientrare da -22 a -7. Shaq, dopo aver saltato due mesi di gioco, si integra perfettamente con Jamison e Ilgauskas – che poi era la cosa che più preoccupava i tifosi dei Cavs – e mostra anche un gran movimento dei tempi d’oro mangiandosi Noah con uno spun away (evito la traduzione alla lettera, in pratica significa che gli ha girato intorno) lasciando il mingherlino centro dei Bulls sul posto e chiudendo con una veloce schiacciata a due mani.
Derick Rose (28 punti, 7 rimbalzi e 10 assist) ce la mette tutta, ma subisce 5 stoppate e perde 7 palloni. James (24 punti, 6 rimbalzi e 5 assist) gioca senza forzare e i Cavaliers si portano avanti nella serie.
Atlanta vs Milwaukee 102 – 92 (1-0)
Gli Hawks probabilmente sono una delle squadre più divertenti da vedere: giovani e atletici creano dei contropiedi portentosi e si gettano su tutti i palloni, completi in ogni settore possono dar filo da torcere a tutte le sqadre dell’est, Cleveland e Orlando comprese. In questa partita Joe Johnson ha dimostrato di saper tenere le redini di questa squadra e ha chiuso con 22 punti 7 rimbalzi e 5 assist. I Bucks hanno dimostrato che nulla possono, solo l’ottimo Jennings (34 punti) poiché serve qualcuno che lotti sotto canestro contro Horford; Bogut è infortunato, chi si farà avanti?
Tutto il quintetto di Atlanta più il sesto uomo chiudono in doppia cifra dimostrando di essere pari o superiori in quasi ogni ruolo.
4
Boston vs Miami 85 – 76 (1-0)
Partita tesa. Se dei veterani come i Celtics continuano così, nonostante la vittoria non faranno molta strada, mi spiego: a 40 secondi dalla fine, mentre Pierce sta per superare lo scambio di marcatura, e quindi ha due giocatori intorno, subisce  un colpo alla testa e va a terra. Ci rimane per un po’ (preciso che non è svenuto, sta solo accusando il colpo) e i compagni di squadra si avvicinano. Poi si avvicina anche Richardson, colui che ha commesso il fallo, e allora Garnett risponde allontanandolo con il gomito e lì scatta una mini rissa. Staff e giocatori coinvolti, spintoni a bordo campo e Garnett viene espulso dagli arbitri per doppio tecnico. Richardson si prende il suo, ma era il primo, e quindi rimane in campo.
Wade gioca benissimo, come sempre, sfornando un 11 su 18 dal campo che poi convertiti in punti, e aggiungendo i tiri liberi, corrispondono a 26 e in più riempie le altre caselle delle statistiche con 8 rimbalzi e 6 assist. O’Neal sbaglia quasi ogni tiro (3 su 14 dal campo) e per fortuna che ci sono Wade e Beasley a piazzar tap-in praticamente da ovunque. Ma anche il resto della squadra gioca con risultati non proprio incoraggianti e alla fine gli Heat perderanno la partita.
Nei Celtics Rondo si è avvicinato alla tripla doppia con 10 punti, 10 assist e 7  rimbalzi e Garnett alla doppia doppia con 15 punti e 9 rimbalzi. Boston ha giocato con il cuore e ha vinto, ma le prospettive per questa serie non sono proprio le più rosee.
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Seconda notte di playoff NBA:
West
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L.A. Lakers vs Oklahoma City 87 – 79 (1-0)
Quando le stelle non brillano c’è bisogno del supporto dei compagni di squadra, specialmente se si tratta di una partita dal punteggio basso dove ogni canestro pesa come un mattone. Kobe Bryant ce l’ha avuto, Kevin Durant no, lui solo da Russell Westbrook, perciò i Lakers hanno vinto contro i Thunder.
Dopo un primo quarto chiuso 27 a 13 per i pradroni di casa i Thunder rimangono sempre sotto col punteggio sino ad arrivare a -6 a inizio quarto quarto, ma 5 punti di fila di Farmar riportano i Lakers a +11 e quando gli Oklahoma City sembrano riavvicinarci Fisher, tanto per ricordare a tutti chi è, mette una tripla fondamentale che riporta i Lakers a +10 e che, in pratica, elimina definitivamente le speranze dei Thunder.
E’ stata una partita dura, magari non tra le più belle da vedere ma comunque intensa: si affrontavano i Lakers che sono i campioni del mondo in carica e i Thunder alla loro prima esperienza nei playoff; quest’ultimi si sono difesi egregiamente e le loro due stelle devono ancora compiere 22 anni, cosa che lascia presagire un futuro spettacolare per questa franchigia.
Sia Kobe che Kevin nonostante la pessima serata al tiro (6 su 19 per il primo e 7 su 24 per il secondo) hanno comunque realizzato rispettivamente 21 e 24 punti. Westbrook ha chiuso la gara  23 punti e 8 assist, Gasol con 19 punti e 13 rimbazi e Bynum, che come Bryant aveva saltato le ultime gare di stagione regolare per infortunio, 13 punti e 12 rimbalzi.
Dallas vs San Antonio 100 – 94 (1-0)

Dirk Nowitzki, supportato da Butler (22 punti e 6 rimbalzi) e Jason Kidd (13 punti, 11 assist e 8 rimbalzi), porta alla vittoria i Mavericks segnando tiri impossibili (36 punti a fine gara) e catturando 7 rimbalzi. Dall’altra parte il gioco frizzante di Manu Ginobili (26 e 6 assist), il tuttofare Duncan (27 e 8 rimbalzi) e Parker (18) non bastano agli Spurs a rimanere in testa alla gara quando nel terzo quarto si portano avanti 61 a 60.
Phoenix vs Portland 100 – 105 (0-1)
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La partita più emozionante della notte si gioca a Phoenix dove i Blazers portano a casa la vittoria in una gara giocata fino all’ultimo secondo. Nell’ultimo minuto succede di tutto: Camby, in contropiede, sbaglia la schiacciata che avrebbe chiuso la partita, poi errori da ambo le parti, qualche tiro libero a segno e Bayless – che è originario di Phoenix – sbaglia 2 tiri liberi sul 103 a 100 e allora i Suns hanno l’opportunità di pareggiare a 4 secondi dalla fine con una tripla di Steve Nash (25 punti e 9 assist) che prende il ferro. Miller centra la retina con i due tiri liberi finali e chiude la partita con 31 punti, 8 assist e 5 rimbalzi.
East
Orlando vs Charlotte 98 – 89 (1-0)

I Magic, trascinati da un inarrestabile Jameer Nelson che con una tripla da 9 metri allo scadere di metà gara arriverà a 24 punti (32 con 6 assist a fine partita) e dalle stoppate di Dwight Howard (9 in tutto!), vincono contro i Bobcats osservati in prima fila dal loro nuovo proprietario, Michael Jordan!
Il coach degli Orlando, Stan Van Gundy, a fine gara ha detto: “Dobbiamo adattarci a un gioco molto più intenso e a una difesa molto più fisica”, però, finora, quanto fatto gli è bastato.


Ho scritto questo articolo per il settimanale Fuori le mura:  http://www.fuorilemura.com/2010/04/19/playoff-nba-prima-settimana/